Il decreto legislativo 3 settembre 2020, n. 116, che recepisce la direttiva UE 2018/851 sui rifiuti, e la direttiva (UE) 2018/852 relativa agli imballaggi e ai rifiuti di imballaggio, all’art. 3 comma 3, lettera c),  ha apportato modifiche al comma 5 dell’art. 219 del Codice dell’Ambiente, in tema di “Criteri informatori dell’attività di gestione dei rifiuti di imballaggio”.

Nello specifico, tale modifica impone che tutti gli imballaggi destinati ad un’utenza potenzialmente domestica e quindi allo smaltimento a fine vita con la raccolta differenziata siano “opportunamente etichettati secondo le modalità stabilite dalle norme tecniche UNI applicabili ed in conformità alle determinazioni adottate dalla Commissione dell’Unione europea, per facilitare la raccolta, il riutilizzo, il recupero ed il riciclaggio degli imballaggi, nonché per dare una corretta informazione ai consumatori sulle destinazioni finali degli imballaggi.

Sussiste altresì l’obbligo di indicare, ai fini della identificazione e classificazione dell’imballaggio, la natura dei materiali di imballaggio utilizzati, sulla base della decisione 97/129/CE della Commissione.

La formulazione dell’obbligo di etichettatura lascia spazio a dubbi interpretativi che ci auguriamo vengano presto chiariti, soprattutto per quanto riguarda i contenuti da riportare in etichetta

Al momento la nostra azienda ha deciso di rifarsi alle linee guida comunicate dal CONAI – Consorzio nazionale imballaggi – apponendo sui prodotti in lavorazione per i quali sia prevista la stampa flessografica, un’etichetta ambientale che riporti le seguenti informazioni:

1) la tipologia di imballaggio (descrizione scritta per esteso / “SACCHETTO – BORSA MULTIUSO”)

2) l’identificazione del materiale (codifica alfanumerica ai sensi della Decisione 97/129/CE / “LDPE 04 – HDPE 02 – PP 05”

3) l’indicazione sul tipo di raccolta (differenziata / “RACCOLTA PLASTICA”)